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  /  2017   /  Il desiderio segreto dei fossili

uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Francesco d’Amore (Amita) e Luciana Maniaci (Pania)
e con David Meden (Johnny Water)
Premio I Teatri del Sacro 2017

7 e 8 novembre 2017 – ore 20.00
sala numero 18 del Museo di Storia Naturale di Milano,
corso Venezia, 55 – Milano

Il paradiso è un luogo in cui non succede niente o per caso quello è l’inferno? E noi dove viviamo, nel primo, nel secondo o in una terra di mezzo?

Con la loro usuale mistura di livida comicità e spessore poetico, i Maniaci d’Amore – per la prima volta in scena con un terzo attore e autori anche della regia – firmano un testo divertente, lieve e durissimo. Una riflessione sulla paura del diverso, della vita e del divino, ispirato ai testi del filosofo e pensatore russo Pavel Aleksandrovic Florenskij, a Jean Genet e a Luigi Pirandello.
Terza tappa della Trilogia all’Insù, dopo La crepanza e La casa non vuole, con questo nuovo lavoro, i Maniaci d’Amore indagano i territori del sacro. Nulla è mai accaduto a Petronia. Gli abitanti sono 73, da sempre. Nessuno nasce e nessuno muore, perché nel paese di pietra non c’è acqua dunque non c’è vita. Pania da quando ha memoria aspetta un bambino che non partorirà mai. Sua sorella Amita, l’unica donna in paese rimasta sola, senza marito, sogna di poter dar fine alle sue sofferenze, ma non potrà farlo mai. La sola occupazione concessa agli abitanti del paese è quella di guardare una serie tv, in onda da un’eternità. Un giorno però Amita, innamorata del protagonista, riesce, a furia di baci, a strapparlo dalla sua realtà e portarlo nella propria. Johnny Water approda a Petronia. E’ un marinaio e porta con sé l’acqua.
L’equilibrio del paese si inclina. Le cose iniziano ad accadere. Pania partorisce, Amita si innamora. Gli altri abitanti di Petronia scoprono le passioni, la vendetta, la colpa, i desideri, la gioia. La vita erompe. Ed è tutta colpa dello straniero venuto dal mare. Intanto, nell’altro mondo, quello ulteriore, della televisione, la vita invece è confluita via. Nulla accade più. La serie rischia di essere interrotta. Il tempo si è fermato.

Per questo spettacolo, nel quale le pietre, i fossili e l’acqua sono fra i fondamentali elementi ispiratori, si è pensato a un ambiente quanto mai suggestivo e attinente alla materia come una sala del Museo di Storia Naturale.

I Maniaci d’Amore sono Luciana Maniaci e Francesco d’Amore. Formano la loro compagnia nel 2009, iniziando a lavorare come drammaturghi e attori. Il loro primo spettacolo Il nostro amore schifo (2010) ha già toccato più di 130 piazze italiane. Nel 2009 portano in scena un testo dei fratelli Cohen, Quasi una serata, e curano i testi di Amleto in Palestina di Gabriele Vacis. Nel 2011 il progetto Biografia della Peste entra nella selezione del Premio Scenario e vince il Premio di Drammaturgia Il Centro del Discorso. Nel 2014 vincono il premio Scenari pagani come migliore realtà teatrale dell’anno grazie a Morsi a vuoto. Nel 2015 firmano il loro primo radiodramma per Radio3 Rai, La casa non vuole, ed Editoria&Spettacolo pubblica la raccolta dei loro primi tre testi ne La trilogia del gioco. Nel 2016 sono in stagione al Teatro Stabile di Torino con La crepanza. Sempre nel 2016 Riccione Teatro e Dig producono un loro lavoro sui fatti di sangue con protagonisti gli adolescenti, Nera che porta via, messo in scena insieme a Carlo Lucarelli. Nel 2017 vincono il premio Teatri del Sacro col loro ultimo spettacolo, Il desiderio segreto dei fossili.

Museo di Storia Naturale

Il 7 maggio 1838 viene ufficialmente accolta dall’autorità municipale la donazione delle collezioni del nobile milanese Giuseppe De Cristoforis e del botanico Giorgio Jan che comprendono campioni di mineralogia, paleontologia, zoologia, botanica, oltre a strumenti e libri; si tratta del primo nucleo del nascente Museo di Storia Naturale di Milano. Il Museo di Storia Naturale è il più antico museo civico milanese ed è oggi il centro delle attività del Giardino delle Scienze, che comprende due grandi laboratori didattici, Paleolab e Biolab, e il Civico Planetario Ulrico Hoepli. Il Museo fa capo al Polo Musei Scientifici del Settore Musei del Comune di Milano. Si compone di sette sezioni, impegnate essenzialmente in due attività: ricerca scientifica nei diversi campi naturalistici di competenza e salvaguardia, conservazione e incremento delle collezioni, depositate presso l’istituto.

Museo di Storia Naturale di Milano