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STANZE

  /  2026   /  La Storia

di Elsa Morante
con Arianna Scommegna
produzione ATIR

29 settembre 2026
Istituto Italiano di Cultura a Parigi
50 Rue de Varenne

Sinossi
Il 20 giugno 1974 esce in libreria La Storia di Elsa Morante, che in breve tempo diventa un caso letterario: 600mila copie vendute in cinque mesi, più di un milione in un anno, un vero record fino ad allora se si pensa che il libro più venduto in Italia in tutto il 2023 supera di poco le 300mila.
Un acceso dibattito tra illustri esponenti della cultura italiana investe le pagine delle principali testate giornalistiche: Pasolini, Natalia Ginzburg, Carlo Bo, Nanni Balestrini alternano le loro penne tra stroncature ed elogi appassionati.
L’autrice, per la prima tiratura, impone all’editore un prezzo popolare di 2000 lire, che permette così a diverse fasce di pubblico di potervi accedere. Un’opera per tutti, che racconta all’Italia la seconda guerra mondiale attraverso gli occhi degli ultimi, di chi la guerra non l’aveva cercata né tanto meno appoggiata. La storia di chi subisce le decisioni prese dai potenti, di immani tragedie personali che non trovano posto nel racconto della Storia ufficiale, con la S maiuscola, come diceva una frase sulla copertina della prima edizione: Uno scandalo che dura da diecimila anni.

L’autrice costruisce un forte e chiaro parallelo tra la vicenda storico-politica realmente accaduta e il romanzo che vede come protagonista Ida Ramundo, un’umile vedova di origine ebrea e i suoi figli, Nino e Useppe. La Storia si immerge nel buio delle continue prevaricazioni da parte delle strutture di potere sulle persone più povere e indifese, ma nonostante questo si illumina della disperata gioia di vivere dei suoi protagonisti, di quella felicità allegra che nessuno sa dipingere meglio di Elsa Morante, una delle più grandi scrittrici del novecento.

Recensioni
L’attrice è chiamata a impersonare, in fluida armoniosa plasticità di passaggio di ruoli, senza che se ne avverta la cesura, di volta in volta, i diversi personaggi che costellano la tragedia. Affabulatrice nata e incantatrice della parola, sposa con lo stesso affetto e calore l’umanità dei differenti personaggi del racconto della Morante, da quelli che mostrano caratteri più amabili a quelli dai tratti più marcati e duri; lo fa interpretandoli con innegabile e gustosa partecipazione che si trasforma in empatia contagiosa.
(Gianfranco Previtali Rosti, Corriere dello Spettacolo)

Arianna Scommegna
Classe 1973, si diploma come attrice nel 1996 presso la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi.
Premio Lina Volonghi 1996; Premio Nazionale della Critica nel 2010, Premio Hystrio 2011, Premio Ubu 2014.
Benemerenza Civica Gelso D’Oro 2021 Cernusco S/N, Milano.

Dal 1996 è socia fondatrice della compagnia teatrale Atir, con la quale realizza, oltre a numerosi spettacoli, anche progetti di carattere sociale; nel novembre 2021 prende il testimone da Serena Sinigaglia e viene nominata Direttrice Artistica con Mattia Fabris e Nadia Fulco di Atir.
In teatro, dal 1996 è diretta da Serena Sinigaglia in decine di lavori su testi classici e contemporanei. Tra questi Romeo e Giulietta, Lear e Macbeth di W. Shakespeare, Baccanti e Troiane di Euripide, Donne in Parlamento di Aristofane, Il Nodo di Johnna Adams, Utoya di Edoardo Erba, Qui città di m. di Piero Colaprico, Potevo essere io di Renata Ciaravino, Di A Da In Con Su Per Tra Fra Shakespeare della stessa Sinigaglia.
Collabora con i più importanti Teatri Stabili italiani tra i quali Milano, Torino, Parma, Genova, Bolzano, Prato e partecipa come attrice, in molte occasioni in ruoli da protagonista, a numerosi allestimenti di registi di primo piano della scena nazionale e internazionale.
Tra gli spettacoli: La Molli, divertimento alle spalle di Joyce, regia di Gabriele Vacis; Ritorno a casa di H. Pinter, regia di Peter Stein; Night bar di H. Pinter e L’Intervista di Natalia Ginzburg regia di Valerio Binasco; Antigone di Sofocle diretta da Gigi Dall’Aglio, con la cui regia l’attrice si era già confrontata per Cleopatràs e Mater Strangosciàs di Testori; Misery regia di Filippo Dini, Madre Coraggio di Brecht regia di Cristina Pezzoli. Con la regia di Veronica Cruciani ha recitato ne Il ritorno di Sergio Pierattini, La Palestra ore 18.00 di Giorgio Scianna e Due donne che ballano di J.M Benet. Con Renato Sarti è interprete di Matilde, Un tram per San Vittore mentre si immerge nella poesia di Alda Merini in Magnificat diretta da Paolo Bignamini.

Fa un’incursione nell’opera lirica diretta dal regista di fama mondiale Graham Vick nel ruolo del Narratore dell’opera Zaide di Mozart, coproduzione Teatri di Opera Lombardia, Teatro dell’Opera di Roma.
Nel cinema l’attrice figura nel cast delle pellicole: Tolo Tolo di Checco Zalone, 3/19 e Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini, Fai bei sogni di Marco Bellocchio, Scialla! di Francesco Bruni, La variabile umana di Bruno Oliviero, Il dolce rumore della vita di Giuseppe Bertolucci.



in collaborazione e presso Istituto Italiano di Cultura a Parigi